• Agenda 2030

    L’Agenda 2030 è un piano d’azione per lo sviluppo sostenibile adottato dagli Stati membri dell’ONU. Con 17 obiettivi, gli Stati membri, tra cui la Svizzera, si impegnano a trovare una soluzione comune alle grandi sfide del mondo come la povertà estrema, i cambiamenti climatici, il degrado ambientale e le crisi sanitarie. Il quarto obiettivo è quello di promuovere l’istruzione e il sotto-obiettivo 4.7 tratta anche degli aspetti dell’educazione politica.

  • Associazioni

    Le associazioni sono, accanto alla famiglia e alla scuola, tra i più importanti esempi di educazione civica e partecipazione politica (anche esse trasmettono infatti dei valori). In Svizzera, anche i partiti politici sono di solito organizzati sotto forma di associazioni.

    Plan international Schweiz ha lanciato un progetto per promuovere la partecipazione nelle associazioni.

    Informazioni e consigli su questioni legali e amministrative sono forniti dall’ ufficio Vitamina B.

  • Budget partecipativo

    Il termine “bilancio partecipativo” si riferisce a metodi che discutono parte della finanza pubblica nei processi partecipativi. I residenti di una città o di un quartiere possono partecipare al processo di bilancio proponendo progetti e dando il loro parere sulle spese.

    Tra le 1200 e le 2800 città del mondo propongono un budget partecipativo secondo uno studio dell‘ONG Engagement Global. In Europa, la più grande iniziativa di questo tipo è quella della Città di Parigi, che si è impegnata nel 2014 a coinvolgere i cittadini nella gestione del 5% del suo budget annuale di investimenti, pari a 100 milioni di euro. In Francia, molti progetti riguardano lo sviluppo urbano.
     Losanna nel 2019 è stata la prima città svizzera ad introdurre i bilanci partecipativi. Questo progetto è sostenuto da “Cittadinanza” della Commissione federale per la migrazione EKM. A Zurigo è stata presentata una mozione nel 2018, ma è stata respinta. All’inizio del 2019, anche Friburgo ha lanciato un progetto di bilancio partecipativo.
    Il Comune di Bologna ha presentato il suo concetto di bilancio partecipativo all’eventoCampus pour la démocratie – Nouvelles expériences de participation démocratique à Genève.
    Qui, i residenti di 16 anni e più, indipendentemente dalla loro nazionalità, possono presentare progetti per il loro quartiere e votarli. Maggiori dettagli possono essere trovati nella nostra sintesi

  • Cancellerie di Stato

    Le cancellerie statali dei Cantoni sono responsabili dell’organizzazione e dello svolgimento delle elezioni e delle votazioni federali e cantonali. La Cancelleria di Stato è il fulcro tra la Cancelleria federale, i vari uffici, i comuni, i partiti e il pubblico. Gli uffici dei comuni si chiamano Città o Cancelleria Comunale.

    Le Cancellerie di Stato avviano anche diversi progetti per promuovere la partecipazione politica, come il concorso CinéCivic organizzato dai Cantoni di Berna, Ginevra, Neuchâtel, Vaud, Friburgo e Vallese. Ai partecipanti di età compresa tra i 10 e i 25 anni viene chiesto di realizzare un cortometraggio o di disegnare un poster per motivare i giovani a esercitare i loro diritti politici e a partecipare alle votazioni e alle elezioni.

    La promozione della partecipazione politica viene perseguita a livello federale e in alcuni Cantoni anche attraverso i servizi parlamentari cantonali o comunali.

    Con un primo incontro in rete sul tema e sul ruolo della formazione e della partecipazione politica, il Campus per la Democrazia nel 2018, in collaborazione con il Polit-Forum Käfigturm, ha organizzato un incontro dei servizi parlamentari e delle cancellerie statali dei diversi Cantoni e a livello federale.

  • Carta della democrazia

    La Carta della democrazia è stata firmata nel 2015 dalla Presidente della Confederazione (Simonetta Sommaruga), da 103 consiglieri nazionali e da 35 consiglieri agli Stati. La carta sottolinea l’importanza dell’educazione civica e della partecipazione politica per la democrazia e si impegna a promuoverla.

    Nella rubrica Rassegna stampa troverete le dichiarazioni della consigliera federale Simonetta Sommaruga e dei parlamentari nazionali. 

     

  • Citoyenneté

    La nozione di «citoyenneté» si riferisce alla partecipazione politica quale impegno delle persone che partecipano all’organizzazione del funzionamento e delle strutture della società. Riguarda l’insieme della popolazione.

    La Commissione federale della migrazione CFM desidera incoraggiare la «citoyenneté». Parte dal principio che occorre permettere a una fetta quanto più ampia possibile della popolazione di coinvolgersi durevolmente nei processi politici. È persuasa che la democrazia ha molto da guadagnare dal coinvolgimento dell’insieme degli abitanti nei processi decisionali.

    Nella nostra lista dei progetti troverete tutti i progetti sostenuti da EKM.

    Per raggiungere questo obiettivo, la CFM ha lanciato il Programma «Citoyenneté – concertarsi, creare, decidere». Esso riunisce progetti volti a esplorare nuove possibilità di partecipazione per tutti. Al centro della tematica: concertazione, coelaborazione e la codecisione.

    Concertarzione

    La concertazione consente anzitutto ai partecipanti di abbordare il tema al cuore del processo, di appropriarselo e di posizionarsi al riguardo. Organizzare un dibattito su un tema d’attualità è una forma di concertazione. Il processo di concertazione è finalizzato alla partecipazione alla formazione dell’opinione pubblica allo scopo di mettere in campo misure concrete. Farsi un’opinione è bene, poterla esprimere pubblicamente è meglio.

    Co-costruzione

    La partecipazione concreta all’organizzazione della società presuppone una possibilità di coinvolgimento nelle misure previste. In termini di processi partecipativi si parla di partecipazione alla costruzione. Questa nozione si riferisce al coinvolgimento del pubblico nell’elaborazione di misure, attività o progetti di cui abitualmente è soltanto beneficiario finale. Pertanto è essenziale coinvolgere i partecipanti nell’organizzazione stessa del progetto, così da svilupparlo insieme alla popolazione e secondo i suoi bisogni.

    Il processo partecipativo si svolge attorno a una posta in gioco comune, nell’intento di raggiungere un obiettivo comune. In un secondo tempo si tratta di dare una visibilità pubblica alle misure sviluppate.

    Codecisione

    Partecipare all’emanazione della decisione è il coronamento del processo politico. Dopo aver definito e discusso il tema focale, viene poi messo in campo misure appropriate. Tutto ciò è la partecipazione alla decisione democratica. Vi sono numerosi processi decisionali in cui possiamo partecipare quotidianamente, per esempio entrando a far parte del comitato di un’associazione o di un contratto di quartiere. Occorre in primo luogo rendere accessibili queste possibilità, eliminando gli ostacoli strutturali. Queste possibilità devono peraltro essere ampliate in modo tale che la popolazione disponga di sempre più mezzi per forgiare e organizzare il funzionamento e le strutture della società. E non è che una possibilità fra tante.

    Volete inserire voi stessi un progetto? Clicca qui per i criteri. Puoi inserire i progetti proprio qui.

    Un elenco dei progetti supportati può essere trovato qui.

  • Competenza dei media

    Fin dall’Illuminismo, la maturità dei cittadini è stata considerata un obiettivo educativo democratico. Tuttavia, per poter agire in modo autonomo e indipendente in considerazione dell’attuale abbondanza di informazioni e delle numerose offerte mediatiche  (ossia per poter dare un giudizio politico fondato e agire politicamente), l’alfabetizzazione mediatica è un presupposto centrale.

    Oggi essa è addirittura considerata una delle tre competenze chiave. L’Agenzia federale tedesca per l’educazione civica (Bundeszentrale für politische Bildung) spiega qui in dettaglio perché l’alfabetizzazione mediatica è considerata una componente fondamentale del processo decisionale e dell’azione politica.

    Anche la gestione delle cosiddette “Fake News”  è parte integrante della moderna competenza dei media.

  • Concorsi

    La partecipazione ai concorsi aiuta a far conoscere il vostro progetto o le vostre idee ed è anche una buona strategia per migliorarne il budget. Per le organizzazioni esiste per esempio il Premio Democrazia di Incontri Svizzeri – Nuova Società Elvetica.

    Esistono anche numerosi altri concorsi per giovani che hanno idee e progetti. Infoclic.ch informa regolarmente su questi concorsi tramite la sua newsletter.

    Nel quadro delle Nazioni Unite agenda 2030 i giovani possono partecipare nel concorso di Eduki che concerne lo sviluppo sostenibile.

     

  • Consenso di Beutelsbach

    Molti insegnanti hanno paura di discutere di questioni politiche in classe perché non vogliono essere accusati di influenzare i loro studenti. Tuttavia, non è evitando del tutto l’argomento che gli studenti possono sviluppare la loro consapevolezza politica. Tuttavia, la discussione di questioni politiche deve avvenire a determinate condizioni.

    Il Consenso di Beutelsbach funge da linea guida in questo senso. Per l’insegnamento si dovrebbero applicare tre standard:

    1:Divieto di usare la propria influenza per ottenere il sostegno di un’altra persona.
    2:Ciò che è controverso nella scienza e nella politica deve essere altrettanto controverso nell’educazione.
    3:Gli studenti dovrebbero essere in grado di analizzare una situazione politica confrontandola con la propria situazione.

     Aderendo a questi tre standard, gli insegnanti possono contribuire all’apprendimento politico degli studenti comunicando le loro opinioni, poiché è utile che i giovani siano formati per impegnarsi e formare una propria opinione politica. Se gli studenti, nonostante i laboratori preliminari, non sono in grado in questa fase di contestare o argomentare contro l’opinione espressa, l’insegnante è tenuto a presentare agli studenti gli argomenti contrari al suo personale punto di vista.

    Maggiori informazioni sul Consenso di Beutelsbach sono disponibili qui.

  • Democrazia diretta

    Nella democrazia diretta, le decisioni politiche sono prese direttamente dal popolo. La Svizzera è una democrazia semi-diretta. Da un lato contiene elementi rappresentativi come l’Assemblea federale, dall’altro, il popolo può influenzare direttamente il processo legislativo attraverso iniziative e referendum.

    Su ch.ch si trovano informazioni di base sulla democrazia svizzera. Per gli ultimi articoli e studi sulla democrazia diretta in Svizzera e la sua storia, si veda Swissinfo. Il Navigator to Direct Democracy elenca gli strumenti democratici nel mondo.

    Questo Global Passport to Modern Direct Democracy del International Institute for Democracy and Electoral Assistance (International IDEA) offre informazioni di base sugli strumenti della democrazia diretta. Introduce definizioni chiave, descrive vari strumenti e include raccomandazioni su come usare iniziative, referendum e plebisciti nell’ambito della democrazia diretta.

  • Dibattere

    Il dibattito è un importante strumento politico per spiegare le proprie argomentazioni e cercare di convincere (o essere convinti da) la vostra controparte.

    Il dibattito promuove la gestione non violenta dei conflitti. Occorre promuovere e alimentare una cultura del dibattito. In Svizzera ci sono solo alcuni club di discussione. La gioventù dibatte offre materiale didattico, corsi di formazione e concorsi di discussione.

  • Diritti dell’infanzia

    La Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 è stata ratificata dalla Svizzera il 24 febbraio 1997. I diritti dell’infanzia fanno parte dei diritti umani e prevedono esplicitamente il coinvolgimento dei bambini nelle decisioni che influiscono sul loro benessere. Ciò significa che i bambini hanno il diritto alla partecipazione, all’istruzione e alla formazione.

    Nell’ambito dei diritti fondamentali, l’articolo 11 della Costituzione federale sancisce il diritto dei bambini e dei giovani a una protezione particolare della loro incolumità e del loro sviluppo.

    Il 20 novembre, la giornata internazionale dei diritti dell’infanzia, è un’opportunità per sollevare la questione dei diritti dell’infanzia a scuola e fuori dalla scuola. Humanrights.ch offre un elenco di materiali didattici per la scuola primaria e l’asilo. Altri progetti sono disponibili presso enfants du monde o Pro Juventute.

  • Diritti dell’uomo

    I diritti umani sono enunciati nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite del 10 dicembre 1948. Il 4 novembre 1950 il Consiglio d’Europa ha inoltre adottato la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Essa è stata ratificata dalla Svizzera il 28 novembre 1974. La Corte europea dei diritti dell’uomo controlla il rispetto di tali norme. Anche i diritti dei bambini fanno parte integrante dei diritti umani.

    Il DFAE fornisce maggiori informazioni di base nel suo ABC dei diritti umani.

    Nell’ambito dei diritti dell’uomo si pone la questione di come trasmetterli al meglio. Il Consiglio d’ Europa ha elaborato una carta sull’educazione per la cittadinanza democratica e l’educazione ai diritti umani.

  • Diritti politici

    La Svizzera è una democrazia semi-diretta e per questo i cittadini svizzeri godono di molti diritti politici. Oltre al diritto di voto e di eleggibilità, essi includono il diritto di lanciare un’iniziativa o un referendum. Ciò permette una partecipazione diretta al processo politico.

    Tutte le informazioni sui diritti politici in Svizzera sono disponibili sul sito web della Cancelleria federale e su ch.ch.

  • Diritto civico

    Alcuni diritti politici, come il diritto di voto e di eleggibilità, richiedono la cittadinanza svizzera. La cittadinanza svizzera si ottiene per discendenza o grazie alla naturalizzazione.

    La conoscenza dei diritti civici fa parte dell’educazione civica e costituisce un prerequisito per partecipare agli eventi politici. L’elenco dei diritti dei cittadini svizzeri e la storia dei diritti civili in Svizzera si trovano nell’Enciclopedia storica della Svizzera.

  • Diritto di voto per gli stranieri

    A livello federale, i residenti senza cittadinanza svizzera non hanno il diritto di voto. In alcuni cantoni e comuni essi hanno invece il diritto di partecipare. Per sapere in quali cantoni e comuni questo è il caso, si veda il sito della CFM. Ulteriori informazioni sui diritti di voto degli stranieri sono disponibili su ch.ch.

    Vi sono inoltre numerosi progetti che sostengono la partecipazione dei residenti senza cittadinanza svizzera. Alcuni di essi sono stati riassunti sotto l’elenco la partecipazione di residenti senza cittadinanza svizzera.

  • Education21

    éducation21 è il centro nazionale di competenza e di servizio per l’educazione allo sviluppo sostenibile (ESD) in Svizzera ed è un’agenzia specializzata della Conferenza federale svizzera dei direttori dell’educazione.

    Su incarico dei Cantoni, della Confederazione e della società civile, éducation21 sostiene l’attuazione  dell’educazione allo sviluppo sostenibile a livello di scuola dell’obbligo e del secondo pilastro. Una breve introduzione allo sviluppo sostenibile nelle scuole e nelle lezioni si trova nel seguente dossier.

    Oltre alla formazione continua, ai media didattici, alla consulenza e al sostegno finanziario per progetti scolastici e di classe, éducation21 coordina anche Schulnetz21, la rete svizzera di scuole sostenibili promotrici della salute.

  • Elezioni

    L’avvicinarsi delle elezioni è una buona scusa per sollevare la questione del sistema politico svizzero nelle scuole.

    Informazioni e analisi sulle attuali elezioni nazionali e cantonali possono essere ottenute su ch.ch e Smartvote.

    Parli“, il chatbot basato su regole dei Servizi del Parlamento, sostituisce la vecchia hotline e risponde alle domande sulle elezioni del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati così come sulle particolarità cantonali. L’assistente virtuale “Parli” è disponibile in italiano, tedesco e francese ed è stato lanciato proprio per le elezioni del 2019.

    Easyvote offre anche materiali didattici per le classi per la preparazione delle elezioni nazionali.

  • Escursioni

    Le escursioni che potrebbero essere interessanti dal punto di vista dell’educazione politica sarebbero, ad esempio, visite a musei o al Parlamento federale a Berna.

    La visita Palazzo Federale e le visite guidate con la famiglia, le associazioni o la propria classe scolastica sono gratuite. Queste possono essere facilmente combinate con le visite guidate gratuite / offerte educative del Polit-Forum Bern nella Käfigturm.

    Il gioco politico Mein Standpunkt è sicuramente utile per le classi scolastiche, poiché offre agli alunni l’esperienza di discutere di questioni politiche attuali nella camera del Consiglio nazionale.

     Per gli studenti delle scuole professionali, l’offerta è molto vasta. Questa include discussioni con un membro del consiglio nazionale  in merito ad una imminente votazione così come la partecipazione a una riunione del parlamento a Palazzo Federale.

    Le sessioni delle 2 camere possono essere seguite gratuitamente anche direttamente nelle sale. Si raccomanda ai gruppi di registrarsi online con almeno 8 mesi di anticipo. Ci sono inoltre 25 posti disponibili per i singoli, che non possono essere prenotati in anticipo.

    Con la sua “Spielpolitik!“, l’Associazione delle scuole di Berna permette ai giovani dagli 8 ai 10 anni di entrare nel ruolo di consiglieri nazionali. Con questa simulazione a Palazzo Federale, i bambini e i giovani possono sperimentare la politica nazionale. 

  • Estrazione a sorte

    L’idea di tirare a sorte non è nuova; nella democrazia ateniese questo principio era alla base di qualsiasi distribuzione di funzioni politiche, con lo scopo di azzerare diverse posizioni sociali, differenze di ricchezza e interessi divergenti.

    2000 anni dopo, Montesquieu ripete quasi parola per parola il pensiero di Aristotele: “Il suffragio a sorte è la natura della democrazia. Il suffragio per elezione è di natura aristocratica. Il destino è un modo di eleggere che non affligge nessuno; lascia ad ogni cittadino una ragionevole speranza di servire il proprio Paese. »

    L’estrazione a sorte è oggi considerata un’alternativa all’elezione, in quanto è un metodo di nomina dei rappresentanti del popolo indipendente dalla loro origine e dai loro rapporti. Risalente alla democrazia dell’antica Grecia, l’estrazione è stata ampiamente utilizzata in passato anche dalla Svizzera.

    Il libro “Esperienze dell’estrazione a sorte in Svizzera e in Europa (XVI-XX secolo)”, collegato al progetto di ricerca dell’Istituto di studi politici, storici e internazionali dell’Università di Losanna, dimostra che la lotteria è una tradizione politica svizzera a pieno titolo. L’estrazione a sorte è stata anche oggetto di un rapporto sulla RTS: “La lotteria, una tradizione politica svizzera”  e su Swissinfo: “La lotteria; per elezioni più eque”.
    L’iniziativa a di Génération Nomination nella Svizzera romanda promuove una procedura di estrazione a sorte per l’elezione del Consiglio nazionale. Nel sistema attuale, le cariche politiche possono essere ottenute solo attraverso significative risorse finanziarie spesso legate all’appartenenza a un grande partito o al capitale personale. Un sistema basato sull’estrazione a sorte, invece, consentirebbe discussioni e decisioni più neutrali e pertinenti per il bene comune, poiché i cittadini eletti a caso non sarebbero legati ad alcun gruppo d’interesse. Una maggiore rappresentatività aiuterebbe a riconquistare la fiducia nella politica e a generare interesse tra gli elettori.

  • Estremismo

    L’estremismo politico si riferisce a un atteggiamento negativo verso la costituzione e l’idea di abolire o limitarla. Soprattutto, un grande rifiuto verso la democrazia o singole istituzioni. I gruppi estremisti fanno uso della violenza, con lo scopo di raggiungere i loro obiettivi.

    In Svizzera, c’è un piano d’azione per prevenire e combattere la radicalizzazione e l’estremismo violento dal 2017.

  • Europa – UE – Consiglio d’Europa

    La Svizzera fa parte dell’Europa dal punto di vista geografico ed è, storicamente e politicamente, strettamente legata ad essa. Molti dei temi della politica estera svizzera riguardano i nostri rapporti con l’Europa. Le istituzioni più importanti  sono l’Unione europea e il Consiglio d’Europa.

    L’Unione europea è una federazione di 28 Stati. La Svizzera non è membro dell’UE, ma intrattiene strette relazioni economiche e politiche con essa. Quest’ ultime sono disciplinati dagli accordi bilaterali.

    Il Consiglio d’Europa è invece un forum di discussione e conta 47 Stati membri, tra cui la Svizzera. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la conseguente Corte europea dei diritti dell’uomo derivano dal Consiglio d’ Europa.

    L’ABC della politica europea del Dipartimento federale degli affari esteri contiene ulteriori informazioni sull’Unione europea e sul Consiglio d’Europa.

    Molte delle offerte nel campo dell’educazione civica e della partecipazione politica riguardano l’Unione europea e il Consiglio d’Europa. Ad esempio, le sedute simulate del European Youth Parliament o la think-tank sulla politica estera svizzera foraus, che sviluppa tra l’altro idee su temi europei.

  • Eventi

    Clicca qui per andare al calendario degli eventi.

     

  • Film

    I film sono lo strumento ideale per discutere di questioni politiche in classe. La Fondazione éducation21 propone una selezione di film e cortometraggi e materiale didattico concernente l’educazione e la partecipazione politica.

  • Finanziamento di progetti extrascolastici

    Desiderate realizzare un progetto nel campo dell’educazione civica e della partecipazione politica? Di seguito sono riportate alcune raccomandazioni di fondazioni, autorità statali, cantonali o comunali che erogano delle sovvenzioni.

    Siamo a vostra disposizione par qualsiasi domanda.

     

  • Finanziamento di progetti scolastici

    Per i progetti scolastici esistono, oltre ai finanziamenti generali, delle assistenze finanziarie specifiche. Per esempio:

    Siamo a vostra disposizione par qualsiasi domanda.

  • Formatore

    Per i processi decisionali partecipativi vale la pena di coinvolgere dei formatori esterni. Euforia, ad esempio, offre metodi innovativi per i processi decisionali partecipativi. Il NCBI forma formatori nel campo della promozione della pace e della risoluzione dei conflitti.

    Lo ZDA, il Democracynet o l’associazione Demokrative hanno anche un pool di formatori disponibili per workshop e simulazioni.

    Non esitate a chiederci consigli personali.

  • Guida pratica

    La guida pratica all’attuazione di un approccio partecipativo pubblicata dal Centre vaudois d’aide à la jeunesse (CVAJ) raccoglie idee e consigli pratici per chiunque desideri attuare un approccio partecipativo all’interno del proprio comune o della propria regione.

    Questa guida può essere ordinata gratuitamente o scaricata dal sito web di Jaiunproject, che riunisce altre guide per incoraggiare la partecipazione.

    Una guida al metodo partecipativo del World Cafè si trova invece qui.

  • Il diritto di voto a 16 anni

    A livello federale e in 22 Cantoni, i cittadini svizzeri ottengono il diritto di voto all’età pari o superiore a 18 anni. Solo nel cantone di Glarona i cittadini svizzeri ottengono questo diritto già a partire dall’età di 16 anni.

    Année Politique Suisse fornisce maggiori informazioni sulle iniziative politiche volte a ridurre l’età del diritto di voto.

  • Impulsi politici

    Diverse iniziative parlamentari, in corso e passate, hanno lo scopo di promuovere la partecipazione politica e l’educazione civica. Tutte le iniziative a livello nazionale nell’ambito dell’educazione civica sono visibili in questo elenco.

    Le iniziative a livello nazionale in materia di partecipazione politica sono invece consultabili in questo elenco.

    Nei siti web dei vari servizi parlamentari cantonali si trovano informazioni sulle iniziative a livello cantonale.

  • Iniziare un progetto

    Avete un’idea per un progetto nell’ambito dell’educazione civica e della partecipazione politica?

    Campus per la democrazia sarà lieto di aiutarvi con contatti e consigli. Bambini e giovani possono anche ricevere consigli da Infoclic.ch.

    Consultabili sono i nostri finanziamento di progetticoncorsistudiassociazioni.

    Una buona panoramica dei metodi e suggerimenti può essere trovata qui.

  • Lavori scientifici

    Siete studenti o docenti e avete delle idee per una tesi di laurea triennale o magistrale nel campo dell’educazione civica e/o della partecipazione politica? Saremo lieti di aiutarvi con i nostri consigli e la nostra rete di contatti.

  • Letteratura

    Su swissbib e presso la Biblioteca nazionale svizzera si può trovare numerosa letteratura sull’argomento dell’educazione civica e della partecipazione politica.

    Si veda anche Ricercatori dell’educazione civica e studi.

    Per domande e suggerimenti non esitate a contattarci.

  • Materiale didattico

    Il libricino «Il mio Comune, la mia casa», pubblicato dall’Associazione dei Comuni Svizzeri, avvicina gli allievi e le allieve ai compiti comunali e al sistema di milizia.

    Potete consultare l’elenco dei progetti scolastici per insegnanti e direzione scolastiche

  • Metodi partecipativi

    La capacità di partecipare non è geneticamente data, ma deve essere appresa come tutto il resto. Vuoi rendere il tuo prossimo evento, sessione o unità didattica partecipativa? La raccolta dei metodi voja, il sito web partizipation.at e il database dei metodi (diritti dei bambini) forniscono metodi ben spiegati ed esempi di applicazione.

    Può anche essere utile assumere un formatore esterno.

    Il Piano d’azione locale per la partecipazione, sviluppato nell’ambito del progetto “Governance and Youth in the Alps” (GaYA), ha un obiettivo semplice: presentare l’ordine delle attività da svolgere per il successo della partecipazione dei giovani e per il raggiungimento degli obiettivi strategici delle comunità locali. Il toolbox di GaYA per la partecipazione dei giovani fornisce informazioni e mostra come creare processi di partecipazione per i giovani. Coloro che desiderano coinvolgere i giovani cittadini nel processo decisionale locale attraverso un approccio partecipativo possono fare affidamento sull’opuscolo “Practical Recommendations” della GaYA.

  • Musei

    La visita ad un museo può suscitare interesse e conoscenza su eventi storici, sociali, economici e politici.

    Il Museo nazionale svizzero riunisce il Museo nazionale a Zurigo, il Castello di Prangins, il Forum della storia svizzera a Svitto e il Centro delle collezioni a Affoltern am Albis. Questi musei illustrano la storia svizzera e offrono esposizioni su temi di attualità.

    Il Polit-Forum Käfigturm, che può essere facilmente combinato con una visita al Palazzo federale, è il luogo ideale per mostre ed eventi su temi politici.

    Un altro museo molto buono è lo Stapferhaus di Lenzburg. Le mostre incoraggiano la riflessione e offre ulteriori attività didattiche per le classi scolastiche.

  • Nuove forme di partecipazione cittadina

    La partecipazione politica in Svizzera è strettamente legata alle elezioni e alle votazioni. Tuttavia, la partecipazione sociale è molto varia, a volte formale, a volte informale. Lo Staatslabor ha sviluppato un modello con otto criteri di partecipazione, che ha utilizzato per analizzare i progetti di partecipazione in Svizzera.

    Le forme di partecipazione dei cittadini sono state discusse anche all’evento del Campus per la Democrazia « Nouvelles formes de participation démocratique à Genève« La città di Bologna è infatti nota per le sue politiche di sviluppo urbano inclusivo e per la promozione della cogestione dei beni comuni.

    Alcune città svizzere cercano di coinvolgere i loro abitanti anche attraverso la strategia Smart City, in particolare con l’utilizzo di strumenti digitali. Nel Vallese, il movimento politico apartitico Appel citoyen ha permesso ai cittadini di far parte dell‘Assemblea costituente incaricata della revisione della Costituzione cantonale. Sedici candidati della lista dei cittadini hanno poi ottenuto un seggio nell’Assemblea costituente per le elezioni del 2018. Nel cantone  Vaud, il Mont Citoyen démocratie, solidarité et écologie è un gruppo politico apartitico composto da residenti che desiderano impegnarsi in modo diverso nella politica comunale. Le nozioni di approccio partecipativo e di inclusione sono molto importanti per questo gruppo, che è attivo nel comune di Mont-sur-Lausanne.
    In Svizzera stanno gradualmente emergendo dei budget partecipativi che consentono ai residenti di progettare attivamente il loro quartiere o la loro città. Esistono già a Losanna e a Friburgo.
    I ricercatori del Centro per la democrazia di Aarau hanno condotto uno studio che dimostra che il 50% dei cittadini svizzeri sono politicamente attivi nel loro consumo. Scelgono un particolare prodotto per motivi etici, sociali, politici o ecologici (buycott), o rifiutano di acquistare un prodotto a causa delle condizioni con cui viene prodotto (boicottaggio). Le prime osservazioni empiriche sul consumo politico in Svizzera dimostrano che si tratta di una forma rilevante di partecipazione politica.
    AFAJ invece ha sviluppato uno strumento pratico per professionisti e rappresentanti (funzionari municipali eletti, commissioni giovanili, ecc.) del lavoro socio-culturale giovanile. L’associazione fornisce un aiuto per strutturare, documentare, misurare e facilitare il lavoro da svolgere. Qualitools offre un modello di impatto interattivo online. Le istruzioni possono anche essere scaricate o ordinate.
    L’estrazione a sorte è un’altra forma di partecipazione che aiuta anche a sviluppare la responsabilità dei cittadini.

     

  • ONU

    Youth Rep offre ogni anno a tre giovani l’opportunità di rappresentare la Svizzera all’ONU.

    Siete degli insegnanti e volete introdurre il tema ONU in classe? I giovani rappresentanti di Youth Rep sono lieti di venire ad incontrare i vostri studenti.

    Informazioni sulle relazioni tra la Svizzera e l’ONU si trovano nell’ABC Svizzera-ONU.

  • Palazzo federale

    L’Assemblea federale (il parlamento, composto dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati) e il Consiglio federale (Governo) sono riuniti nel Palazzo federale.

    La visita, o anche una visita guidata, con la famiglia, il club o la classe scolastica del Palazzo federale è gratuita. Le sessioni possono anche essere seguite direttamente nelle sale: i gruppi devono però registrarsi in anticipo.

  • Parlamenti dei giovani

    I consigli giovanili e i parlamenti dei giovani sono un buon modo per ispirare i giovani a diventare entusiasti della politica. I parlamenti dei giovani si offrono spesso di discutere dei processi politici del vostro comune o del vostro cantone nelle classi scolastiche.

    Nella nostra banca dati dei progetti troverete una lista di tutti i parlamenti dei giovani in Svizzera.

    Non c’è ancora un parlamento giovanile nel vostro comune? La Federazione Svizzera dei Parlamenti dei Giovani (FSPG) sostiene le autorità e i giovani nella creazione di nuovi parlamenti.

  • Partecipazione a scuola e in classe

    La democrazia non riguarda solo la forma di governo, ma anche le nostre vite e interazioni sociali. Per interiorizzare i valori della democrazia, essa deve essere vissuta in prima persona.

    Il Consiglio d’Europa ha elaborato una guida sul tema della concezione democratica delle scuole.

    Strumenti di partecipazione concreti sono il consiglio di classe o degli studenti.

    La scuola di Wauwil (LU) ha realizzato un progetto di partecipazione pluripremiato: Schul(T)räume und Pausen(T)räume.

    Consigliamo inoltre di leggere il rapporto sul nostro primo evento di networking.

  • Partecipazione di residenti senza cittadinanza svizzera

    Numerosi esempi di progetti sono disponibili sul sito web del progetto Citoyenneté della Commissione federale per la migrazione.

    In particolare, l’CFM sostiene progetti che promuovono la partecipazione di residenti senza cittadinanza svizzera, come la piattaforma interculturale multilingue online lucify.ch, i progetti “Intégrer par les pratiques citoyennes” dell’Ufficio per l’integrazione degli stranieri del Cantone di Ginevra, “A toi de jouer! Jeunes et processus citoyens” del Dipartimento per lo sport, la gioventù e l’integrazione di Monthey (VS) o “La voix de la Diversité” di Albinfo.ch.

    Diverse città e comunità offrono inoltre ai migranti l’opportunità di partecipare alla politica. Ne sono un esempio il Forum dei migranti della città di Berna, il Consiglio consultivo degli stranieri della città di Zurigo o Migralto – Modello per la cittadinanza attiva dei migranti anziani della città di Bienne.

    Diverse organizzazioni hanno poi lanciato progetti per i giovani migranti. Tra questi ci sono Speak out, Junge Brückenbauer_innen o Varietà.

    Il 5 giugno 2018 si è svolto a Basilea l’evento “Partecipazione all’età della migrazione” del Campus per la democrazia. Leggi qui il rapporto sull’evento.

  • Partecipazione elettorale

    L’ Ufficio federale di statistica fornisce cifre attuali sulla partecipazione elettorale.

  • Partecipazione nel proprio comune

    La struttura federale della Svizzera offre ai cittadini una grande libertà e possibilità di partecipazione a livello comunale.

    L’Associazione dei Comuni Svizzeri raccomanda di tener conto della partecipazione per la strategia comunale. Il progetto in comune presenta progetti di partecipazione e fornisce informazioni di base in un elenco di linee guida pratiche, letteratura, metodi e studi sul tema della partecipazione.

    Infoclic.ch premia anche Comuni che partecipano al progetto “Gioventù coinvolta” con un certificato.

     

    La struttura federale della Svizzera offre ai cittadini a livello comunale una grande libertà e possibilità di partecipazione.

    L’Associazione dei Comuni Svizzeri raccomanda di tener conto della partecipazione per la strategia comunale. Il progetto in comune presenta progetti di partecipazione e fornisce informazioni di base in un elenco di linee guida pratiche, letteratura, metodi e studi sul tema della partecipazione.

    Infoclic premia anche Comuni che partecipano al progetto “Gioventù coinvolta” con un certificato.

    L’iniziativa dell’UNICEF Comune amico dei bambini mira a migliorare l’ambiente di vita dell’infanzia.

    Consigliamo inoltre di leggere il rapporto sul nostro primo evento di networking.

  • Partiti

    I partiti sono organizzazioni in cui si associano persone con posizioni politiche e obiettivi simili o identici. Sono un tassello importante della democrazia liberale, in quanto essi sono rappresentati nei parlamenti e nei governi e ispirano il discorso pubblico. Impegnarsi in un partito è una delle forme classiche di partecipazione politica.

    La Cancelleria federale elenca i maggiori partiti in Svizzera. A livello regionale e locale, la loro presenza varia e ci sono partiti che non sono attivi livello nazionale.

  • Petizione

    Una petizione è una richiesta o un suggerimento scritto a un’autorità competente. Per dare più peso a una petizione, essa può essere firmata da più persone. Chiunque, indipendentemente dall’età o dalla nazionalità, può presentare o firmare una petizione.

    Ulteriori spiegazioni sulla forma della petizione sono disponibili al seguente indirizzo: ch.ch/petizione

    Per raccogliere firme online, le pagine web esistenti come openpetition.

  • Piano di studio della scuola dell’obbligo

    Il piano di studio della scuola dell’obbligo è stato sviluppato, così come il plan d’études romand e il Lehrplan 21, nel quadro dell’accordo HarmoS, e mira ad armonizzare e definire le competenze che gli allievi devono apprendere durante la scuola obbligatoria nel Canton Ticino.

    Il piano di studio della scuola dell’obbligo prevede l’educazione civica come materia.

  • Piattaforme di informazione

    La piattaforma online/App e i media sulla partecipazione politica si trovano sotto l’elenco dei progetti.

  • Politica dell’infanzia e della gioventù

    Politica infanzia e gioventù Svizzera è una piattaforma dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali e della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali. La piattaforma contiene le basi giuridiche, un inventario e un elenco di progetti e documenti.

    La partecipazione è uno degli obiettivi più importanti della politica dell’infanzia e della gioventù.

  • Progetti extrascolastici

    L’educazione civica e la partecipazione politica hanno spesso luogo durante il tempo libero dei giovani. Qui potete trovare alcune attività e iniziative nazionali, cantonali e locali.

  • Progetti scolastici

    Ci sono numerosi progetti scolastici volti a promuovere l’educazione civica e la partecipazione politica. L’elenco dei progetti è aggiornato costantemente e comprende iniziative nazionali, cantonali e locali.

  • Quartieri

    I quartieri offrono un’opportunità ideale per partecipare alla progettazione.

    I progetti di sviluppo del vicinato sono stati finanziati dal governo federale dal 2008 al 2015 nell’ambito del programma Progetti Urbani. Ciò ha permesso di realizzare diversi progetti partecipativi ad esempio una politica della comunità di Yverdon. Il proseguimento dello sviluppo del quartiere è stato successivamente trasferito all’Associazione Svizzera delle Città e dei Comuni e conservato sotto forma di Rete dei Quartieri Viventi.
    L’Unicef ha inoltre condotto un’indagine sulla partecipazione di bambini e giovani ai progetti di pianificazione e costruzione, che fornisce informazioni interessanti per lo sviluppo dei quartieri.
    Inoltre, ci sono molte altre iniziative urbane per la partecipazione nei quartieri. Zurigo, ad esempio, ha avviato la procedura di partecipazione per il  quartiere di Schnittstelle alla fine del 2018.
    L’assistenza di quartiere può essere una forma di partecipazione del tutto informale, ma può anche essere organizzata da città come Berna, ZurigoBasilea. L’associazione KISS sta costruendo in tutta la Svizzera un quarto pilastro della previdenza non pecuniaria di quartiere. L’Associazione Sozialkontakt permette incontri e scambi nel quartiere. La start-up Crossiety offre alle comunità una piazza digitale del villaggio per un aiuto di quartiere.
    L’inclusione dei bambini nello sviluppo del quartiere, il cui diritto di partecipazione è spesso dimenticato, si ottiene attraverso lo spionage, un metodo nello sviluppo urbano per rendere visibile e comprendere la prospettiva dei bambini. La partecipazione nei quartieri per bambini e giovani rende possibile anche un lavoro aperto che concerne essi. Ulteriori informazioni sono fornite dall’organizzazione DOJ.
    I budget partecipativi permettono d’ inserire idee di progetti per i quartieri e di concordare come finanziarli.

  • Relazioni

    Avete in programma una conferenza o un corso di formazione sul tema dell’educazione civica e della partecipazione politica? Saremo lieti di consigliarvi dei relatori e di presentare Campus per la democrazia.

    Non esitate a informarci riguardo ad eventi sul tema dell’educazione civica; saremo lieti di promuoverli tramite i nostri canali.

  • Ricercatori dell’educazione civica

    L’associazione DemocrayNet.eu riunisce ricercatori della democrazia interessati all’applicazione pratica della ricerca.

    Il Democracy Barometer è uno strumento per misurare la qualità delle democrazie esistenti. Il progetto è stato sostenuto dal Zentrum für Demokratie Aarau e dalla Forschungsstelle Demokratische Innovationen del Goethe-Universität Frankfurt, dove è stato utilizzato a scopo didattico durante la fase di sviluppo nel periodo invernale 2018/19.

  • Scambi interculturali

    Un’educazione politica completa richiede un confronto tra i sistemi politici dei diversi paesi ed inoltre, l’apprendimento interculturale può dare un importante contributo all’apprendimento democratico.

    Movetia, l’agenzia nazionale incaricata di promuovere gli scambi e la mobilità, offre una vasta gamma di progetti di scambio internazionale (scambi in classe, scambi per le vacanze, servizi di volontariato europei o progetti di mobilità nei settori dell’istruzione scolastica, della formazione professionale e dell’educazione degli adulti, ecc.). Il Programma “Gioventù in Azione” promuove gli scambi europei e la cooperazione transfrontaliera nel campo del lavoro extrascolastico  dei giovani.

    Eurodesk offre consulenza gratuita in quattro lingue su progetti di scambio giovanile per tirocini, au pair, soggiorni linguistici, volontariato, ecc. Il SCI (Servizio Civile Internazionale Svizzero) si occupa di incarichi di volontariato in tutto il mondo.

    L’educazione interculturale è possibile anche attraverso il progetto Nakultur’s Building Walls – Breaking Walls. Nel corso di una settimana, giovani di diversi paesi costruiscono simbolicamente insieme un muro di pietra e creano spazi per sfidare i loro stereotipi e discutere di confini e conflitti.

    Il PEG (Parlamento europeo dei giovani) è impegnato  nell’educazione politica a livello europeo: in collaborazione con più di 1300 scuole, questo Parlamento europeo dei giovani organizza sessioni per i giovani di tutta Europa, simulando i processi democratici nel Parlamento europeo.

    Il progetto Challenge Europe dei giovani svizzeri europei (y-e-s) avvicina i giovani all’UE in un viaggio di studio a Bruxelles e Strasburgo. Essi offrono anche il programma europe@school.

    Per i cantoni di Berna e del Vallese esiste anche il programma di scambio intercantonale Due lingue -Un obiettivo per le classi delle scuole medie.

    Ci sono anche opportunità per promuovere lo scambio interculturale in classe, ad esempio con l’opuscolo della NCBI “i-CH – I am part of Switzerland”.

    GaYA (Governance e Gioventù nelle Alpi) mira a migliorare la qualità dei processi democratici nella regione alpina aumentando la partecipazione dei giovani alla governanza regionale e sviluppando nuovi approcci alle politiche. A tal fine, il progetto, in collaborazione con otto partner di cinque diversi paesi alpini, ha raccolto e messo a disposizione metodi per affrontare la sfida della coesione territoriale e della partecipazione dei giovani all’azione politica quotidiana.

  • Scuola Just-Community

    “Just-Community”si riferisce alle scuole che operano secondo il principio pedagogico basato sull’educazione alla democrazia. La partecipazione degli alunni è strutturalmente integrata nelle aule e nella scuola nel suo complesso come processo educativo.

    Questo approccio all’educazione alla cittadinanza corrisponde all’attuazione della teoria dello sviluppo morale di Kohlberg. Lo psicologo ha osservato che le discussioni sui conflitti di giustizia contribuiscono allo sviluppo di concetti morali. Nelle scuole “Just Community” quindi, gli studenti stessi sviluppano regole e un senso di responsabilità nel seguirle. L’elemento centrale di una scuola “Just Community” è l’incontro plenario di tutti gli studenti su temi che li riguardano. Questi incontri sono organizzati da diversi gruppi composti da diversi portavoce/rappresentanti di classe che presiedono uno dopo l’altro la riunione plenaria.

    Il video della scuola Steiacher offre una panoramica di una scuola “Just Community” in Svizzera. Altre scuole svizzere che hanno creato Just Community sono, ad esempio, la scuola elementare di Heiden o la scuola Balainen. La Scuola Democratica di Hadera è un altro esempio dell’attuazione di una cultura democratica nelle scuole.

    PolitischeBildung.ch fornisce informazioni dettagliate sul concetto di scuola “Just Community”.

    La scuola “Just Community” di Nidau è stata presentata all’evento del Campus per la Democrazia « Enfants et participation: une nouvelle dynamique démocratique ».

  • Scuola materna

    Quali opportunità di progettazione e partecipazione esistono in asili o scuole materne? Questa è la domanda del centro per l’educazione della prima infanzia Fribourg, che svolge attività di ricerca in quest’area nel progetto della PINKS (partecipazione nella prima infanzia).

    Sei a conoscenza dell’esistenza di ulteriori ricerche o progetti in questo settore? Siamo lieti di poterli ascoltare e condividerli sui nostri canali.

  • Servizi del parlamento

    L’Assemblea federale e alcuni parlamenti cantonali e comunali dispongono di un servizio parlamentare, responsabile del buon funzionamento del parlamento. Il servizio parlamentare informa inoltre il pubblico in merito alle varie attività del parlamento.

    I servizi del parlamento nazionale offrono alcune attività ludiche per introdurre l’amministrazione federale, come la visita virtuale, JuniorParl o CiviCampus.

    Le informazioni sul sistema elettorale svizzero abbondano. Tuttavia, il percorso verso l’espressione del proprio voto non è privo di ostacoli. Soprattutto per i nuovi elettori la compilazione del materiale di voto può diventare un problema. “Parli“, il chatbot basato su regole dei Servizi del Parlamento, sostituisce la vecchia hotline e risponde alle domande sulle elezioni del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati così come sulle particolarità cantonali. L’assistente virtuale “Parli” è disponibile nelle tre lingue nazionali italiano, tedesco e francese ed è stato lanciato proprio per le elezioni del 2019. Vedi il video esplicativo.

  • Sessione dei migranti

    In linea con la sessione dei giovani, la prima sessione dei migranti si è tenuta a Basilea il 27 giugno 2015. La sessione dei migranti intende offrire ai migranti l’opportunità di partecipare alla vita politica in Svizzera.

    Questo progetto è sostenuto da “Citoyenneté” della Commissione federale della migrazione EKM.

  • Simulazioni

    Simulazioni e giochi di ruolo sono particolarmente adatti per familiarizzarsi con i processi politici e sperimentare l’arte della negoziazione. Essi portano inoltre varietà alle attività scolastiche.

    I progetti “Il mio parere” e “Scuole a Berna“, danno la possibilità agli alunni di discutere nella sala del Consiglio nazionale.

  • Sistema di milizia

    In Svizzera, il termine “milizia” si riferisce a un principio organizzativo diffuso nella vita pubblica. Secondo questo principio, ogni cittadino può assumere funzioni e incarichi pubblici a tempo parziale o a titolo onorifico, a condizione che si senta qualificato a farlo.

    Tuttavia, il lavoro di milizia va ben oltre il lavoro secondario o volontario nel senso di servizio alla comunità o volontariato. Il lavoro di milizia indica piuttosto un’identità  che può essere intesa come uno dei pilastri centrali della cultura politica svizzera. In questo contesto, il principio di milizia è ancora profondamente radicato nella cultura politica della Svizzera.

    Negli ultimi anni tuttavia, si sono sviluppati dibattiti su possibili riforme del sistema di milizia. La difficoltà di reclutare giovani adulti per i posti vacanti costituisce un problema. L’organizzazione dei parlamenti svizzeri della gioventù DSJ ha quindi chiesto ai giovani adulti stessi cosa hanno da dire sulla riforma del sistema di milizia.

  • Situazione giuridica
  • Studi

    Il monitore annuale del volontariato, pubblicato dalla Società svizzera di utilità pubblica, misura l’impegno volontario della popolazione svizzera.

    In collaborazione con il gfs.Bern, la Federazione svizzera dei parlamenti dei giovani pubblica il Monitor politico easyvote, che misura i fattori di motivazione della partecipazione politica dei giovani adulti.

    La relazione comparativa “Innovazione e participazione democratica nella regione alpina” costituisce uno degli output principali del progetto Spazio Alpino “Governance e giovani nelle Alpi” (GaYA). La relazione fornisce un quadro delle condizioni legali dell’innovazione democratica nei paesi e regioni alpine e traccia tendenze empiriche raccogliendo esempi e dichiarazioni sulla democrazia partecipativa implementata nelle Alpi. Tutto ciò partendo dalla convinzione che l’attuazione di forme innovative di governance rappresenta un enorme potenziale in termini di decisioni politiche più sostenibili e con una maggiore legittimazione.

    Se conoscete altri studi interessanti, non esitate a contattarci.

    Si veda anche Ricercatori dell’educazione civica e letteratura.

  • Uffici e parlamenti per bambini

    In collaborazione con la Federazione Svizzera delle Associazioni Giovanili (FSAG) e il Kinderdorf Pestalozzi, la Lobby Svizzera del Fanciullo organizza la conferenza dei bambini. Durante questo forum i bambini hanno la possibilità di discutere in prima persona dei loro diritti.

    Inoltre, ci sono queste strutture in molti paesi e città. Il Parlamento di Lucerna è uno dei parlamenti dei bambini più antichi.

     

  • Video esplicativi

    I video esplicativi sono brevi sequenze video in cui i fatti vengono spiegati in modo comprensibile. Video esplicativi sul tema della politica sono offerti ad esempio da easyvote. Easyvote produce anche video esplicativi per conto di privati o organizzazioni.

  • Votazioni

    Informazioni e analisi sulle votazioni a livello nazionale e cantonale possono essere ottenute presso la Confederazionech.ch, Politnetz e Vimentis. Su easyvote, tutte le votazioni sono spiegate in modo semplice.

    Desiderate organizzare un dibattito su questioni di attualità? La gioventù dibatte fornisce schede di argomentazione con argomenti pro e contro.